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Scrittura creativa

IL PUNTO DI VISTA DELLA BALENA NEL ROMANZO DI L. SEPULVEDA "IL MONDO ALLA FINE DEL MONDO"

LA LUCE

La luce che danza a pelo della superficie dell’acqua in quell' arcobaleno di colori che, per un attimo, fluttuano sulle leggere increspature dell’acqua, per poi inabissarsi di nuovo in quel gioco di colori , luci e ombre , ombre e luci. Le ombre mi vorticano attorno.Intorno a me le mie compagne nuotano tranquille, ogni loro mossa si sente nel mare, le sento danzare lentamente intorno alla pista che seguiamo cantando insieme quel canto che ci guida , antico come il mare .Mi muovo anch'io con loro in quella danza che solo chi conosce può cogliere. Tutto adesso sembra calmo , non più come allora , non più . Ma nonostante tutto mi pare ancora adesso di vedere quel sangue, di sentire quel rumore selvaggio , lo sento insieme alle mie compagne più anziane. Il dolore. Le urla.

Urla che solo noi possiamo sentire nei nostri ricordi. Eppure salgo ancora e ancora per riempire d’aria i polmoni. Ignorando quelle ombre scure. Mi piacerebbe davvero fare come quelle balene che si avventurano da sole alla ricerca di qualcosa. Viaggiare per gli oceani, ma , come fare? Osservo la piccola balenottera che mi nuota accanto , non è ancora pronta , non è ancora pronta per affrontare il mare da sola. Non potrei lasciarla , non ancora. Osservo le ombre e la luce che si mischiano e vado a galla , respiro , mi immergo. Sempre uguale, sempre lo stesso. Il mare è sempre il mare , “davvero?” L’urlo che risuona nelle sue acqua non è l'urlo dei tempi addietro. 

Mi risvegliai dai ricordi. Non importa, tra poco saremo al sicuro da tutto, pensai. Al sicuro da tutto. Seguendo quella rotta che molto tempo addietro ci è stata assegnata. Un banco di pesci ci nuota accanto colorando il mare con i loro riflessi brillanti.Come quel giorno, quel giorno in cui tutto si dipinse di rosso. Allora c’era un'altra piccola balena, non lei, la piccolina che mi nuota a fianco , ma degli stessi colori dell’oceano. Finalmente una corrente amica lascia che il mare mi trasporti seguendo quella scia invisibile che seguiamo tutte.

Eravamo nella nostra baia quando successe, avevamo appena superato la scogliera che nasconde, come un muro, l’entrata. Comunque , anche se è lo stesso porto, si sente che è tutto diverso. Si sentiva anche allora che c’era qualcosa che non andava più nel mare. La grande ombra era lì. Ci aspettava placidamente interrompendo la luce del sole che di solito illumina la scogliera . Mi ero avvicinata, per vedere, per capire . Chi è? La mia pinna tagliò la superficie dell’acqua, respirai profondamente mentre li scorgevo. Sopra quel’ombra c’era vita , per un attimo li avevo visti quei minuscoli esseri che si agitavano. Li osservai avvicinandomi alla barca, poi una strana luce “Attenta” come una voce dal mare mi rituffai mentre la luce mi passò accanto perdendosi nel blu che si faceva via via sempre più intenso. Sembrava un oggetto sottile e allungato. ”Cosa…?” ma non ebbi il tempo di pensare, sopraggiunse il caos! Un vortice si aprì sulla superficie dell’acqua, non era un vortice del mare , non lo conoscevo, non lo sentivo come cosa viva , cercai di scappare mentre dietro di me i delfini, i pesci multicolore, le mie compagne venivano risucchiate. Scappai lontano, vicino alle rocce della scogliera.  Il mare macchiato di rosso, il dolore del mare. In un attimo il rombo della nave si unì alle grida delle onde,  in un unico disperato grido selvaggio. Poi solo rosso. Attorno a me solo rosso. Non riuscivo a muovermi, non volevo muovermi. L’urlo del mare mi esplodeva dentro. Un'altra ombra entrò nella baia. Anche lei avrebbe ruggito? Anche lei avrebbe distrutto? Ma era piccola, timorosa , il passo leggero, traballante, come in cerca di equilibrio. Per un attimo non provai più rabbia, mossa a pietà ad accarezzare con il dorso quella piccola ombra . “Vai!, scappa”. La piccola ombra avanzò mentre accanto a noi le mie compagne , come in un silenzioso e malinconico canto , la accerchiavano, per proteggerla e guidarla. La barca arrivò spedita e ci ritrovammo di nuovo davanti a quell' ombra .Avanzò lenta questa volta, quasi tremante , “cosa vuole fare?” poi oscillò , si mosse su se stessa , si girò! Fu quello l'attimo colto.“Ora!” rabbia , mi mossi, disperazione, mi lanciai in avanti, velocità..... E Dolore , mentre colpivo l’ombra che aveva risucchiato tutto. Accanto a me un'altra balena mi seguì , e un'altra e poi un'altra e un'altra ancora. Ad ogni colpo l’ombra cigolava piangeva gridava si piegava e doleva come un animale ferito. Mi allontanai di nuovo solo per ridarmi la spinta e di nuovo in avanti. Le onde iniziarono a battere feroci. Mentre la disperazione mia e delle mie compagne si fondeva in un unico grido con il mare. Via dal mare , via dal mare! La abbandonammo lì, contro le rocce. Tutto era finito , se ne era ritornata a terra. Mi girai sparendo nei flutti del mare ancora increspato di sangue e rabbia.

Tutto era successo quel giorno , ma non avevo più visto l’ombra , e la baia brillava sicura ma quel qualcosa mancava , quella luce che l’aveva sempre distinta da tutti gli altri luoghi , quella cosa che non si vede ma si sente , forse è ancora il dolore del mare che si muove nelle acque e la paura che la grande ombra ricompaia.